Grappolo di uva Nebbiolo maturo sulla vite in un vigneto della Valtellina
Grappolo di Nebbiolo (Chiavennasca) in Valtellina — foto: Talete1 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

In Valtellina il vino si guarda prima ancora di berlo. Basta alzare gli occhi dal fondovalle per vedere il versante retico coperto di terrazzamenti, una lunga fascia di vigneti che corre da ovest a est per decine di chilometri. Quasi tutto quello che cresce lì sopra è una sola uva, il Nebbiolo, e quasi tutto il vino rosso della valle nasce da lì. Capire come si orienta questa piccola, grande zona vinicola rende ogni assaggio più interessante.

Chiavennasca, il Nebbiolo di montagna

In Valtellina il Nebbiolo ha un nome proprio: Chiavennasca. È lo stesso vitigno che in Piemonte dà vita a vini celebri, ma qui cresce in condizioni molto diverse, su pendii ripidi esposti a sud, tra muretti a secco e roccia. Il risultato sono vini rossi eleganti e profumati, che molti appassionati descrivono come più "alpini" dei cugini piemontesi.

Tutte le denominazioni rosse della valle si basano su almeno il 90% di Nebbiolo. Cambiano invece la zona di provenienza delle uve, le rese e il tempo di affinamento.

Le denominazioni, in breve

La Valtellina ha due DOCG e una DOC, a cui si aggiunge un'indicazione geografica per gli altri vini:

  • Rosso di Valtellina DOC: la versione più giovane e immediata, fresca e vivace, che può nascere in tutta la zona viticola della provincia di Sondrio.
  • Valtellina Superiore DOCG: viene dai vigneti meglio esposti, tra Buglio in Monte e Tirano, e affina almeno 24 mesi, di cui almeno 12 in legno; la Riserva richiede almeno 36 mesi.
  • Sforzato di Valtellina DOCG: il vino da uve appassite, di cui parliamo più avanti.
  • Alpi Retiche IGT: raccoglie bianchi, rosati, spumanti e vini da altri vitigni.

Le cinque sottozone, partendo da Berbenno

Il Valtellina Superiore può riportare in etichetta il nome di una delle cinque sottozone, distese per circa 50 chilometri lungo il versante retico, tra circa 270 e 700 metri di quota. Andando da ovest verso est:

Maroggia è la più occidentale e una delle più piccole, ed è proprio qui, a Berbenno di Valtellina: terrazze ripide su una superficie limitata, con molte viti di età avanzata. Sassella, tra Castione Andevenno e la parte occidentale di Sondrio, è una delle zone più celebri, con muretti incastonati in grandi affioramenti di roccia. Grumello, a nord di Sondrio, ruota attorno al castello che le dà il nome. Inferno è nota per i pendii vertiginosi esposti in pieno sole. Valgella, oltre Chiuro verso est, è la più estesa e varia.

Assaggiare due o tre sottozone una accanto all'altra è il modo migliore per sentire quanto il terreno e l'esposizione cambino il carattere dello stesso vitigno.

Un'idea per la visita. Molte cantine della valle propongono visite e degustazioni, spesso su prenotazione: verificate prima sui loro canali o chiedete informazioni a Valtellina Turismo e al Consorzio di tutela dei vini.

Sforzato, il vino delle uve appassite

Lo Sforzato, chiamato anche Sfursat, è il vino più rappresentativo della valle. Dopo la vendemmia, le uve di Nebbiolo selezionate vengono messe ad appassire nei tradizionali fruttai o in locali appositi, dove perdono lentamente parte dell'acqua e concentrano zuccheri e aromi. L'appassimento dura almeno fino all'inizio di dicembre, e solo allora le uve vengono pigiate.

Il vino che ne nasce è secco, non dolce, ricco e concentrato ma allo stesso tempo elegante. Prima di essere messo in commercio deve affinare almeno 20 mesi, di cui almeno 12 in legno. Nel 2003 lo Sforzato di Valtellina è stato il primo rosso passito secco italiano a ottenere la DOCG. È un vino importante, da tenere per le occasioni e per i piatti più strutturati della cucina di montagna.

Bere bene, con calma

Il modo più piacevole di scoprire questi vini è collegarli ai luoghi: una passeggiata tra i filari della Maroggia, un tratto della Via dei Terrazzamenti, una visita in cantina con degustazione. Ricordate che le strade di montagna richiedono attenzione: se pensate di assaggiare più vini, organizzatevi con un guidatore che non beve.

Appartamento Il Nido tra Verde e Natura, a Berbenno, si trova proprio nel comune della sottozona più occidentale: una buona partenza per esplorare i vigneti verso est. Per altre idee sui dintorni, consultate la pagina dedicata.

Un calice sul terrazzo

Dopo una giornata tra vigneti e borghi, il terrazzo fiorito con ombrellone, tavolino e sedie e l'affaccio sulle montagne è il posto giusto per chiudere la serata.